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SINTONICI, AFFINI/COMPLEMENTARI O OPPOSTI: sappiamo scegliere le persone con cui lavorare?

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Il 12 febbraio, a Milano, parleremo di collaborazione e di lavoro all’interno di un progetto di formazione rivolto ai liberi professionisti. Ci siamo quindi soffermati a pensare al concetto di collaborazione e a quante cantonate talvolta si prendono iniziando collaborazioni avviate per durare a lungo e destinate spesso a crollare dopo poco tempo e molte energie investite.
Collaborare nel lavoro significa sostanzialmente trovare il modo per unire e far interagire conoscenze e competenze di più persone all’interno di un progetto o di un obiettivo comune: una buona collaborazione è quella ci permetta di arrivare alla meta e di farlo con “piacere” e fluidità. Siamo tutti d’accordo vero? eppure per nostra esperienza si tratta di un aspetto spesso ignorato quando si decide di formare un team di lavoro o si sceglie un partner professionale.
Certamente: la situazione ideale è quella in cui la collaborazione scaturisce da un’istintiva sintonia e da un’intesa che rende quasi inutile parlare, della serie: “ci capiamo al volo…”
Eppure non sempre avviene questo, anzi, talvolta ci ritroviamo scoraggiati e delusi di fronte ai nostri mille inutili tentativi di instaurare un rapporto costruttivo con alcune persone o nel tentare di far funzionare una squadra.
Situazione ancora peggiore è quella in cui siamo travolti da un iniziale entusiasmo che ci fa credere di avere davanti esattamente la/e persona/e con cui vorremmo condividere attività, sogni e perchè no, il nostro futuro professionale: la fantasia prende il volo e già immaginiamo un futuro roseo fatto di intese automatiche, sguardi complici, risultati garantiti e completa condivisione… per poi trovarci, dopo qualche mese, a dirci “non è come mi ero immaginato!”
Il problema è proprio qui: nel fatto che avevamo immaginato.
Perchè quando non siamo in grado di (ri)conoscere le persone succede che le immaginiamo in base alla nostra personale percezione dei comportamenti e questa immaginazione è uno dei fattori alla base del fallimento di tante collaborazioni.
Esiste però uno strumento, Insights Discovery©, che offre una chiave di lettura molto semplice ma potente dei comportamenti delle persone e che permette a ciascuno di noi di identificare i tratti di chi ci sta di fronte, aiutandoci a prevedere l’esito di un’eventuale collaborazione. In sostanza fa capire se la persona che abbiamo davanti ci è sintonica, affine/complementare o opposta: e non c’è una formula giusta e una sbagliata, ogni combinazione potrebbe essere quella ideale o al contrario deleteria, ma è importantissimo conoscere e sapere cosa aspettarsi, prevedere eventuali difficoltà e avere la possibilità di tarare i comportamenti e le attese a seconda della differente situazione.
La forza dello strumento Insights Discovery©, fondato su solide basi teoriche che si rifanno agli studi dello psicologo C. G. Jung, risiede tuttavia nella sua semplicità: 4 energie, 4 colori (rosso, giallo, verde e blu), 4 modi di affrontare il lavoro e la vita.
Scoprendo “di quale colore siamo noi” impariamo anche a riconoscere i colori delle altre persone e quindi potremo prevederne lo stile lavorativo e collaborativo. La complessità dello strumento va ben oltre queste poche nozioni e il suo ambito di utilizzo è ampissimo, ne parleremo in una giornata dedicata ai freelance ed organizzata da Acta in Rete: chi fosse interessato a saperne di più trova qui tutte le informazioni.